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Rientra nelle particolarità dell'impresa il settore restauri di costruzioni in legno o in pietra.
Restauro TorbeTra i molti restauri eseguiti e visibili un po' ovunque, da citare il restauro della costruzione tipica "Torba" di Campo Vallemaggia. La torba datata .... si trova in località "Secada" al Piano di Campo Vallemaggia in stato diroccante. Su richiesta del Museo all'aperto del Ballenberg il Lod. Comune di Campo Vallemaggia ha concesso l'autorizzazione allo smontaggio e ricostruzione con restauro al Museo del Ballenberg.
Restauro Torba Campo VM al Museo del Ballenberg | "Dall' analisi dentrocronologiche eseguite dal laboratorio Romando di Dentrochronologia di Muodon, Infatti era usata come deposito e abitazione temporanea,ciò che è dimostrato dalla presenza di un focolare in un angolo del basamento"
|  | Dopo essere stata numerata ogni singola parte ed eseguito le puntellazioni necessarie, la Torba viene smontata e accatastata pronta per il trasporto a Brienz. |  | |  |
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Restauri Gadumdschi Essendo i (Gadumdschi divenuti obsoleti nell'ottica delle originarie funzioni cui adempivano e risultando praticamente improponibile un riutilizzo per altri scopi, soprattutto a causa delle ridotte dimensioni, il loro destino - in mancanza di un intervento conservativo con finalità culturali - può dirsi segnato. Ai lavori é stato dato abbrivo il 22 agosto 1997, cominciando l'intervento (tramite l'impresa Tomamichel Sagl) da cinque fienili, situati a valle della strada che conduce al «Grossalp» e caratterizzati da similitudini strutturali, sotto la sorveglianza dell'arch. ETHZ/SIA Claudio Nairetti.
 | La muratura, a secco, era in alcuni casi notevolmente compromessa. Non si é notata di presenza di malta di calce; tutti i muri che necessitavano di un intervento sono stati risistemati (talvolta rifatti) a secco, con lato esterno e interno a vista e riempimento centrale a scaglie.
|  | In tutti i Gadumdschi si é riscontrato un cedimento delle pareti laterali verso l'interno, dovuto verosibilmente alla forte sollecitazione di masse nevose a monte. Certi muri erano stati volontariamente abbattuti, per creare delle brecce al fine di favorire l'uscita di capre penetrate negli stabili. |
| Anzitutto si é proceduto all'asportazione delle lastre di copertura del tetto e alla preparazione del materiale necessario per sostituire le parti deteriorate e irrecuperabili. Le dimensioni delle piode variavano da edificio a edificio e nell'ambito di una stessa copertura, con diversità anche di spessore. Le piode non erano posate nel sistema a "corsi", bensì a "piuma", senza alcuna regola sulla quantità di lastre esistenti tra un livello e l'altro. Le piode di radice e di colmo erano di grandezza maggiore rispetto alle altre, mentre per il colmo venivano utilizzate due sole correnti anziché le tre usuali.
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| Il legname della copertura si é rivelato in discrete condizioni di mantenimento; ciononostante, tranne in due casi (G21 e G28), si é dovuto procedere alla sostituzione parziale della struttura lignea. Il settore più deteriorato era sempre quello a monte, poiché più basso rispetto al livello del terreno e quindi più sollecitato da fattori meteorologici (neve). Per la sistemazione della carpenteria é stato utilizzato legname di larice di Bosco Gurin, mantenendo i dettagli costruttivi originali e gli incastri preesistenti.
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|  |  | L'aspetto più singolare e di grande interesse archittenttonico e storico é relativo alla struttura dei tetti. Infatti, diversamente da quanto riscontrabile nelle altre costruzioni rurali sparse sia sul territori del Comune di Bosco Gurin, sia nel resto dalla Vallemaggia, nei Gadumdschi si ritrovano tutte le tipologie conosciute e, in particolare, in un medesimo stabile compare la combinazione di diverse tipologie.
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| Per ogni edificio sistemato sono state impiegate in media 115 ore lavorative: 3 ore per asportazione delle piode; 52 ore per la sistemazione della muratura; 15 ore per la carpenteria; 40 ore per la posa della copertura e 5 ore per la pulizia e il trasporto di materiale. Sono stati utilizzati 38 quintali di lastre nuove di beola, 0.28 mc di larice tondo e 26 m di listelli ("tampiee") di diametro di circa 10 cm, pure di larice. |
| Per maggiori informazioni sulla storia e uso dei Gadumdschi potete visitare il sito dell'Associazione per la protezione del patrimonio artistico e architettonico di Valmaggia (A.P.A.V).
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